Intervista ad Alessandra Loreti

Buon pomeriggio a tutti, come state?
Oggi vi vorrei proporre l'intervista fatta ad Alessandra Loreti dalla Geeko Editor.
Alessandra Loreti è l'autrice del libro "Quel desiderio che sa di cielo" (qui trovate la mia recensione)




D. Quel desiderio che sa di cielo ci è sembrato un libro molto personale, sia perché te e Chiara avete costruito una narrazione nella quale i vostri talenti (la scrittura e l’illustrazione) emergono e si intrecciano, sia perché racconta la storia di una illustratrice. Qual è l’origine di questo diario immaginario?
R. Quel desiderio che sa di cielo è un progetto nato un po’ per gioco. Inizialmente io e Chiara volevamo realizzare un libro di tutt’altro genere, un testo illustrato parascolastico per aiutare i bambini nell’apprendimento di specifiche materie. Poi è capitato che un giorno, chiacchierando del più e del meno, abbiamo iniziato a fantasticare su come sarebbe stato raccontare una storia ad un pubblico adulto attraverso un libro illustrato. Ci piaceva l’idea di una storia che integrasse le immagini non solo come elemento decorativo, ma come supporto al testo, un elemento in grado di ampliare il senso delle parole. Volevamo una storia semplice e che potesse giustificare in maniera naturale l’utilizzo delle illustrazioni senza risultare forzato.
Da qui nasce tutto 🙂
D. La forma narrativa del diario è senza dubbio uno degli escamotage più interessanti e divertenti che un romanziere possa adottare. Come l’hai scelta? C’erano particolari esigenze di trama e struttura che volevi soddisfare?
R. Come ho scritto prima necessitavamo di una comunicazione semplice e molto intima che consentisse al lettore di connettersi con le emozioni e gli stati d’animo della protagonista. Volevamo una storia semplice in cui qualsiasi ragazza potesse identificarsi, ma che al tempo stesso mandasse un segnale forte di speranza e di fiducia nel proprio percorso. Il diario è perfetto allo scopo perché permette di aprirsi senza filtri, di comunicare qualcosa a se stessi con onestà e trasparenza.
D. Quel desiderio che sa di cielo è la tua prima opera pubblicata, ma sappiamo che ti cimenti anche con racconti brevi (se ne trovano alcuni anche in Geeko Editor). Da quanto scrivi e che rapporto hai con questo mezzo espressivo? Come lo concili con l’illustrazione?
R. Da ragazzina scrivevo tantissimo. Amavo comporre storie fantastiche: scrivevo di principesse, mostri, alieni, avventure d’altri mondi. Poi crescendo ho smesso di scrivere, e la mia massima espressione sono diventati i saggi brevi (obbligatori!) che componevo per i compiti in classe. Non scrivevo più, ma non ho mai smesso di leggere. Nel frattempo ho portato avanti il mio percorso di illustratrice, frequentando la Scuola Internazionale di Comics e alcuni workshop di disegno. Poi, lo scorso anno, a seguito di un periodo molto particolare, ho ricominciato a percepire la voglia di creare con la scrittura. Le storie che pubblico sono una minima parte rispetto a quello che compongo ogni giorno. Scrivo principalmente per me, per ascoltarmi, per fare chiarezza nei pensieri, per sentirmi bene. Sono profondamente grata per aver riabbracciato il magico mondo della scrittura che, fortunatamente, riesco a conciliare bene con quello del disegno. Per il mio modo di viverli direi che si integrano alla perfezione.
D. E per quel che riguarda l’illustrazione? Da quanto ti cimenti in quest’arte? Com’è nato il tuo interesse per questo modo di esprimerti?
R. Col disegno ho avuto un rapporto diverso rispetto alla scrittura. Ho iniziato da piccolissima, ma ho sempre cercato di mantenere una certa continuità. Al liceo (istituto per la grafica pubblicitaria) seguivo le lezioni di disegno professionale. Poi all’Accademia di Arti e Nuove Tecnologie, tra le varie materie di indirizzo, c’era anche un bellissimo corso di illustrazione. In quel periodo ho comprato tantissimi libri illustrati e ricominciato a disegnare con più dedizione. Quindi, una volta qualificata come graphic designer, ho scelto di continuare a formarmi come illustratrice presso la Scuola Internazionale di Comics. A livello stilistico sono molto attratta da tutto ciò che è astratto, non figurativo.
D. Da tutta la tua attività artistica e narrativa emerge il tuo grande amore per la creatività in molte sue forme. Domanda forse banale: cos’è per te la creatività? Ti andrebbe di tentare di fornirci una tua definizione molto personale?
R. Per me la creatività è espressione di vita, la connessione con la parte più autentica del proprio io, è magia, colore e intuizione. È il canale attraverso cui l’anima comunica con un linguaggio universale che non conosce barriere. Se dovessi trovare un sinonimo direi che, per me, creatività significa libertà; essere in contatto con la propria parte creativa vuol dire fondamentalmente essere liberi.
D. Come descriveresti Quel desiderio che sa di cielo? A chi lo consiglieresti, e perché?
R. Amo definire il mio libro “una fiaba moderna”. È una storia che parla di sogni, ma che mantiene un certo contatto con la realtà. Non è difficile immedesimarsi in Cassandra perché vive una vita comune, fatta di dubbi, paure, desideri e ambizioni. Ciò che la contraddistingue è probabilmente la sua capacità di rimanere sempre fedele a se stessa. Al di là di tutto. Per questo suggerirei il libro principalmente a quelle giovani ragazze che iniziano ad affacciarsi all’età adulta con tanti dubbi e domande: perché non dimentichino mai l’importanza di ascoltarsi, di esprimersi e di dar voce alla parte più vera del proprio io.
D. Chi ti conosce sa che sei molto attiva nel promuovere le tue attività nel web e sui social, e con eccellenti risultati. Spesso i social sono molto importanti per un creativo esordiente. Dopo anni di attività in questo campo ti chiediamo: quali sono i vantaggi più importanti di questo tipo di promozione e autonarrazione, e quali, invece, le difficoltà?
R. La verità, ormai evidente agli occhi di tutti, è che al giorno d’oggi chi non è online non esiste. Abbiamo perennemente lo sguardo incollato allo smartphone, al pc o al tablet. E questo, ovviamente, influisce sulle scelte di comunicazione ed autopromozione: il canale dei social, oggi, è un supporto indispensabile per un creativo. Il web ci fornisce la possibilità di raggiungere un vastissimo numero di persone in tempo reale.
D’altro canto, però, tra milioni di utenti, riuscire ad emergere non è un’impresa da pocoSolamente chi ha qualcosa da raccontare riesce a distinguersi. I social nascono per condividere, per creare dibattiti, scambi di idee ed opinioni. Se riusciamo a creare una nostra storia, un modo diverso di raccontare il mondo (che sia continuativo e personale), allora potremmo ottenere dei risultati importanti.
Inoltre credo che la costanza, la dedizione e la fiducia nelle proprie capacità siano le basi fondamentali per costruire qualcosa di duraturo nel tempo.
D. La seconda edizione di Quel desiderio che sa di cielo è appena uscita in e-book per Geeko Editor, e sappiamo che la tua vena artistica è in costante attività fra scrittura, disegno, blog e progetti artistici vari, ma la domanda sorge spontanea: hai nuovi romanzi in cantiere?
R. Per il momento nulla di definitivo. Ho delle idee che mi girano per la testa, ma sono ancora in fase embrionale. Magari, dando tempo al tempo, potrebbe nascere qualcosa di nuovo. Intanto, visto che gli impegni non mancano, mi concentro sugli altri progetti artistici e lavorativi. Inutile dire che qui non ci si annoia proprio mai! 😀

Vi lascio alcune foto del suo bellissimo libro e tutte le info sulla nostra bellissima scrittrice

          

INFO:
Ricordiamo, inoltre, i profili professionali di Chiara:
Infine potete seguire le ultime novità sul mondo di Quel desiderio che sa di cielo attraverso la sua fan page Facebook e il suo profilo Instagram.

Nessun commento:

Powered by Blogger.