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Blog tour intervista Ella Moore

 


Ciao Ella, e benvenuta! Sono felicissima di essere io ad intervistarti e, come vedi, faccio anche finta di essere seria.
Oggi parliamo del tuo nuovo romanzo, Together as one.

Partiamo dall'inizio, ci puoi dire di cosa parla?
Ciao Roby, facciamo le serie almeno per le presentazioni! Innanzitutto, ti ringrazio per questo spazio e per questa intervista, e poi parto col risponderti altrimenti mi perdo! Dunque, Together as one è principalmente una storia d’amore, ma non convenzionale. La storia di un ragazzo destinato a lasciare un segno nella storia del pugilato e di una donna che il suo segno, nello stesso sport, l’ha lasciato con uno scandalo. I sentimenti sono soltanto lo sfondo di una vicenda più consistente e più profonda. Together as one è una storia intensa che sfuma nel ricatto, nella vendetta, ma anche in dinamiche familiari complicate, in eventi intensi che coinvolgono una donna provata dal suo passato e completamente assorbita dal suo presente, nell’avvicendarsi di momenti delicati e spensierati a istanti forti e sospesi in un vortice d’azione. Una storia comunque positiva, ma con un leitmotiv adrenalinico.

Lo definisci un esperimento letterario. In cosa consiste?
Esattamente in questo: un esperimento letterario che credo non abbia precedenti moderni. Together as one è un concetto nuovo, non adatto a tutti i lettori, un’esperienza che ti intrappola nei dialoghi permettendo alla tua mente di creare il resto. Non c’è nessuno a mostrarti ciò che accade. I protagonisti disegnano, attraverso le loro parole, i contorni di ciò che il lettore è libero di immaginare e di creare con la sua fantasia. Connor e Madison, assieme agli altri personaggi, riescono a trasmettere ambientazione, atmosfera, emozioni e stati d’animo senza l’aiuto di una descrizione supplementare. Un concetto di scrittura sicuramente innovativo e d’impatto, che lascia spiazzati fin dall’inizio, ma che rapisce dopo il primo capitolo che introduce e abitua a una lettura scorrevole, che modula i momenti più toccanti a quelli in cui la tensione è alle stelle. Together as one è una sfida che, sono certa, i lettori sapranno apprezzare.

Da cosa nasce l'idea di eliminare la narrazione?
Questa è una bellissima domanda e tu sai già la risposta! Chi ha letto Blue velvet, nel prologo ha trovato la mia prima sperimentazione sul genere. Avevo bisogno di mostrare quella parte della storia ma non volevo adottare un narratore per poi abbandonarlo. I protagonisti raccontano la loro vicenda in prima persona, ma non potevano farlo nel prologo, per motivi narrativi che magari approfondirò in altre occasioni, e così ho scelto di farli semplicemente parlare e funziona alla perfezione. Era un prologo dinamico e accogliente. Da lì ho iniziato ad elaborare un modo di scrivere decisamente insolito, adatto a chi salta a piè pari le descrizioni per sviscerare i dialoghi e immedesimarsi nel racconto. La storia di Madison e Connor ce l’avevo già in mente, dovevo solo riuscire a scriverla lasciando loro la parola.

Qual è stata la parte più difficile da gestire in un libro di solo dialoghi e introspezione?
Sicuramente riuscire a rendere palpabile il non detto è la parte più ostica, ho dovuto lavorare molto per rendere visibile ciò che contorna la vicenda senza scriverlo. Mi sono sentita un po’ Houdini, nel tentare di mostrare quel che non era possibile descrivere, ma che doveva necessariamente essere presente.

Le emozioni e il coinvolgimento sono state altrettanto esigenti con me e, sebbene il romanzo sia scivolato sulla tastiera fluido e libero, ho lavorato in modo approfondito per stimolare l’immaginazione del lettore.

Il personaggio che preferisci del libro?
Connor è un bellissimo personaggio ed è il primo che ha bussato alla porta della mia ispirazione, porgendomi la sua versione della storia. La domanda è diretta, quindi non posso esimermi dal dichiarare che lui è il mio personaggio preferito, anche se Nick ha un posto speciale nel mio cuore.

Quello che hai più odiato, invece?
Sono stata per un po’ a fissare il monitor mentre cercavo disperatamente qualcuno da odiare. Niente, non riesco a detestare nemmeno i personaggi peggiori. Nell’invisibile background, che ho costruito per ognuno, c’è qualcosa che mi porta ad amarli tutti.

So che alcune persone lo hanno già letto in anteprima. Qual è stata la loro reazione?
Per ora ho ricevuto incredibili apprezzamenti, per la storia e per il tipo di narrazione originale e fuori dagli schemi. L’hanno accolto molto bene le patite dei dialoghi, le lettrici capaci di costruire una storia senza necessità di avere altro, se non gli eventi a cui attingere per potersi appropriare della scena. Come ho già detto, ho lavorato molto nel tentativo di rendere la lettura partecipativa e devo dire che, chi ha dimestichezza con romanzi coinvolgenti, ma aggiunge sempre e comunque dettagli non inseriti, ha gradito molto la possibilità di poter essere quasi trascinati nella storia al punto da essere insieme ai personaggi. Probabilmente ci si sente cooprotagonisti, dovendo creare quel che non c’è e, per ora, sembra funzionare. Speriamo bene!


Da scrittrice, trovo che tu abbia fatto un lavoro davvero impressionante. Io non sarei mai riuscita a raccontare una storia solo coi dialoghi. A opera finita, pensi che sia stato un esperimento riuscito?
Ti dirò, scrivere Together as one mi ha dato grandi soddisfazioni. È una sperimentazione che può decretare un totale fallimento o un’affermazione professionale. A prescindere dal successo che avrà, posso affermare di essere cresciuta, di aver messo alla prova le mie capacità e di essermi divertita con Connor e Madison, di aver superato barriere e limiti, letterari e non, e di aver appagato in tutto e per tutto la mia determinazione, quindi, la prova è sicuramente riuscita per me come scrittrice. Il verdetto è nelle mani dei lettori, soltanto loro potranno confermare la riuscita di questo esperimento letterario.

Se dovessi descrivere il libro in tre parole, quali sceglieresti?
Diretto, emozionante, coinvolgente.

Siamo arrivate alla fine della nostra intervista e io vorrei farti un'ultima domanda prima di lasciarci. Pensi che proverai di nuovo a scrivere in questo stile?
Onestamente credo di aver soltanto avviato un percorso, non tornerò nell’immediato a questo stile, ma probabilmente avrò altre storie da raccontare che non necessiteranno di essere riportate, ma semplicemente vissute.

Grazie per essere stata con noi e averci tenuto compagnia! È stato un piacere.
Grazie mille a te per queste bellissime domande e per il tempo che mi hai dedicato. È sempre un piacere.

Noi torneremo a parlare di Together as one il 17 febbraio con la recensione. Quindi segnatevi la data!




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