Recensione Epiche,Amiche e Innamorate di Chiara Bernocchi

Buon giorno a tutti e buona domenica. 
Come state? Cosa farete di bello oggi? 
Stamattina vi presento un libro bellissimo e molto originale!

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AUTRICE:
Chiara Bernocchi è laureata in Storia e Critica dell'Arte all'Università degli Studi di Milano. Il suo racconto breve "La prima cosa bella" ha ottenuto il secondo posto nella sezione giovani del premio letterario 2016 del Centro Culturale Antonianum. "Epiche, amiche e innamorate" è il suo primo romanzo.


TRAMA:
Una giovane ragazza piantata in Nasso consola una regina sedotta e abbandonata dall’anima gemella; due mogli affrontano con coraggio la lontananza che le separa dai rispettivi uomini, nemici sul campo di battaglia; una fanciulla dalla bellezza divina, mentre lotta per per ricongiungersi con l’amato, persuade una seducente ninfa a chiudere una relazione che si trascina stanca. Due vittime di amore non corrisposto reclamano ai posteri la memoria del loro sacrificio ed infine due “madri” si confrontano sull’idea di maternità. Loro sono Arianna e Didone, Andromaca e Penelope, Psiche e Calipso, Eco e Dafne, Atena e Teti. Sono eroine di un tempo senza confini, amiche e innamorate come le donne di oggi.

RECENSIONE:
Come dicevo prima credo che questo libro sia molto originale perchè innanzitutto parla di donne epiche (delle ninfee) e poi perchè la storia è strutturata sotto forma di lettere.
Le protagoniste sono Arianna, Didone, Andromaca, Penelope, Psiche, Calipso, Eco, Dafne, Atena e Teti. Cinque donne del mito che affrontano tematiche dell'amore come ad esempio la fedeltà e la maternità. Donne che hanno dei problemi,dei problemi attuali anche oggigiorno.
Vi farò un breve riassunto della storia di queste donne, mi scuso se la recensione sarà un pò lunga ma è necessario per capire meglio le lettere di queste donne.

ARIANNA->Morto Asterione, re di Creta, Minosse, il figlio adottivo, salì sul trono. Per dimostrare ai due fratelli il suo diritto alla successione, pregò Poseidone, dio del mare, di inviargli un toro da sacrificare. Minosse, però, anziché sacrificarlo, lo mise tra le sue mandrie. Per vendicarsi, Poseidone fece innamorare del toro Parsifae, la moglie di Minosse. Dalla loro unione nacque il Minotauro, dal corpo umano e dalla testa taurina. Per nasconderlo Minosse incaricò l’architetto Dedalo di costruire un labirinto dal quale era impossibile uscire.Per saziare il Minotauro, Minosse costrinse la città di Atene, allora sottomessa a Creta, di inviare ogni 9 anni 7 fanciulli e 7 fanciulle.Un anno Teseo, figlio di Egeo re di Atene, si unì al gruppo; entrò nel labirinto, affrontò il mostro e lo uccise. Teseo ci riuscì grazie all'aiuto di Arianna, la figlia del re Minosse, che si era innamorata di lui: infatti in cambio della promessa di portarla via con sé egli ricevette un gomitolo di filo da dipanare una volta entrato nel labirinto, assicurandosi così la via del ritorno. Teseo, però, una volta che ebbe scampato il pericolo si pentì della promessa fatta ad Arianna e meditò di liberarsi di lei. E così, dopo aver fatto scalo a Nasso per rifornirsi di acqua e di cibo, egli, approfittando che la giovane si era addormentata, si imbarcò sulla nave e ripartì.La sua slealtà fu però punita: egli, infatti, felice di ritornare vittorioso dalla sua missione, si dimenticò di cambiare le vele nere con quelle bianche, come aveva assicurato al padre Egeo. E il povero vecchio, vedendo la vela nera issata sulla nave del figlio, preso da un atroce sconforto, finì travolto dal dolore e si gettò nel mare che prese il nome di lui (mare Egeo).Nel frattempo Arianna, svegliatasi, fu presa da grande sconforto. Piangendo disperatamente, era sul punto di togliersi la vita, quando improvvisamente uscì dal mare un giovane. Era Dioniso che consolò e corteggiò la dolce fanciulla, facendo poi di lei la sua sposa.

DIDONE->Didone, o Elissa, è una figura mitologica. Persona di grande importanza, è la fondatrice e prima regina di Cartagine ed era stata precedentemente regina consorte del regno fenicio di Tiro. Secondo la narrazione virgiliana si innamorò dell'eroe troiano Enea, figlio di Anchise, quando si rifugiò a Cartagine prima di arrivare nel Lazio e lo sposò. Disperata per la partenza improvvisa di Enea, costretto dal Fato, Didone si uccise con la spada di Enea, chiedendo al suo popolo di vendicarla.

ANDROMACA->Andromaca fu rapita e portata a Troia per dare un erede ad Ettore: era stata dunque costretta a sposarlo contro la sua volontà, ma col tempo se ne innamorò. La coppia ebbe un figlio, chiamato Astianatte. Vuole salutare la moglie  e il figlio prima di affrontare Achille. Quest’ultimo aveva deciso di tornare in campo dopo il lungo periodo di astensione dalla guerra per vendicare la morte dell’amico Patroclo, ucciso per mano di Ettore. L’incontro tra i due coniugi avviene sotto le porte Scee, dove Andromaca si reca con il figlio piangendo. Essa cerca di convincere il marito che il suo coraggio finirà per ucciderlo lasciando lei vedova e suo figlio orfano. L’eroe troiano è molto dispiaciuto, ma l’onore e la gloria che il suo nome porta con sé non gli permettono di avere altra scelta, non può non andare in guerra perché è sempre stato abituato a primeggiare tra i Troiani procurando grande gloria a suo padre Priamo e a sé stesso.
Alle suppliche della moglie, Ettore ribatte affermando di aver deciso di scendere in battaglia soprattutto per lei, perché mai avrebbe voluto che Andromaca fosse rapita dagli Achei e resa schiava. Dicendo queste cose tende le braccia verso il figlio che si spaventa per il suo elmo, allora l’eroe, con un gesto di grande umanità, getta a terra l’elmo e prende in braccio il figlio per l’ultima volta. Poi restituisce Astianatte alla madre dicendole di andare a casa e di non preoccuparsi per la sua sorte. A malincuore Andromaca torna a casa dove trova tutte le ancelle che piangono per Ettore.

PENELOPE-> moglie di Ulisse, madre di TelemacoPoliporte e Arcesilao. Discendeva da parte di padre dal grande eroe Perseo ed era cugina di ElenaAttese per vent'anni il ritorno di Ulisse, partito per la guerra di Troia, crescendo da sola il piccolo Telemaco e evitando di scegliere uno tra i proci, nobili pretendenti alla sua mano, anche grazie al famoso stratagemma della tela: di giorno tesseva il sudario per Laerte, padre di Ulisse, mentre di notte lo disfaceva. Avendo promesso ai proci che avrebbe scelto il futuro marito al termine del lavoro, rimandava all'infinito il momento della scelta. L'astuzia di Penelope, tuttavia, durò "solo" per poco meno di quattro anni a causa di un'ancella traditrice che riferì ai proci l'inganno della regina. Alla fine, Ulisse tornò, uccise i proci e si ricongiunse con la moglie. 

PSICHE->Psiche è la più giovane di tre sorelle, figlie di un re, ella è venerata per la sua bellezza, le genti accorrono per vederla, le recano offerte, paragonando la sua terrena bellezza a quella della dea Venere. La divinità della bellezza, invidiosa, incarica il figlio, Amore, di suscitare amore nella fanciulla verso un uomo vile che non la ricambi. Psiche è molto triste, viene adorata e trattata come una dea, la sua bellezza è apprezzata in ogni dove ed è ammirata come fosse una splendida statua, ma nessun uomo chiede la sua mano. La giovane ne è addolorata ed il padre, vedendola scontenta, decide di interrogare l’oracolo di Mileto e, con preghiere e sacrifici, chiede al dio un matrimonio felice per la figlia. Nel responso della divinità, al re viene consigliato di portare la bella figlia in cima ad una rupe, perché si congiunga poi ad un mostro, temuto addirittura da Giove. Psiche viene quindi ornata come se dovesse prendere parte ad onoranze funebri e viene condotta su un colle. Il padre e le sorelle, addolorati, fanno ritorno, piangenti per l’indegna sorte della ragazza. Psiche, sconfortata e sola sul colle, viene sospinta dal lieve alito di vento che Zefiro le offre per trovare la giusta via. Psiche giunge in uno splendido palazzo, invaso da luce che fa luccicare i muri d’oro e comprende di trovarsi in un luogo divino, solo un dio poteva essere capace di tanta magnificenza. La giovane viene accolta da misteriose voci che la guidano e la servono, le mostrano la sua nuova dimora, mentre durante la notte, ella può congiungersi con il suo sconosciuto amante di cui ancora non conosce l’identità, e se ne innamora. Psiche riesce a convincere Amore, questo il nome del compagno, a far giungere le due sorelle nel suo palazzo, ma queste, cariche d’invidia verso la sorella fortunata, la inducono a chiedere al marito di farsi vedere alla luce, cosa che non le era concessa date le sue divine sembianze. Le invidiose sorelle convincono Psiche a credere che Amore sia un mostro, così, su loro consiglio, tenta di ucciderlo nella notte. Servendosi di una lampada ad olio per fare luce, rimane folgorata dalla bellezza del Dio e prende a baciarlo, pentendosi amaramente del gesto che avrebbe dovuto compiere; ma uno schizzo d’olio bollente proveniente dalla lampada ferisce Amore che, sentendosi tradito per il gesto che Psiche stava per ultimare, fugge sull’Olimpo. Venere viene a conoscenza del fatto che Amore non ha eseguito l’incarico affidatogli e si infuria per il comportamento del figlio. Psiche, privata di Amore, vaga alla ricerca dell’amante. Dopo vari incontri con divinità e diverse prove a cui l’incantevole fanciulla è sottoposta, viene assolta dagli dei e Zeus le dona l’immortale vita divina per rimanere eternamente al fianco di Amore.

CALIPSO->Secondo il racconto dell'Odissea di Omero era figlia di Atlante e viveva sull'isola di Ogigia. Fu costretta a rimanere sull'isola, dove le Moire mandavano uomini bellissimi ed eroici di cui non faceva che innamorarsi, ma che poi dovevano partire..Un giorno Ulisse, scampato al vortice di Cariddi, approdò sull'isola e Calipso se ne innamorò. L'Odissea racconta come ella lo amò e lo tenne con sé, secondo Omero, per sette anni offrendogli invano l'immortalità, che l'eroe insistentemente rifiutava. Ulisse conservava in fondo al cuore il desiderio di tornare ad Itaca, e non si lasciò sedurre.Le lacrime di Ulisse vennero accolte da Atena, la quale, dispiaciuta per il suo protetto, chiese a Zeus di intervenire. Il dio allora mandò Ermes per convincere Calipso a lasciarlo partire e lei a malincuore acconsentì. Gli diede legname per costruirsi una zattera, e provviste per il viaggio. Gli indicò anche su quali astri regolare la navigazione.

ECO->Eco era una ninfa dei boschi e la mitologia greca ci ha tramandato varie leggende su questa ninfa dal carattere dolce e dalla voce soave, che infondeva dolcezza al cuore di chi l’ascoltava.Una di queste leggende racconta che Eco amava molto chiacchierare con coloro che incontrava sulla strada e che, proprio per questo, Zeus la incaricava di intrattenere sua moglie Era mentre lui si dedicava ai suoi incontri amorosi (Sul sito di Studia Rapido leggi Zeus e Io).La dea Era, gelosa e vendicativa, si accorse dell’inganno che la ninfa Eco aveva ordito contro di lei e la punì togliendole l’uso della parola e condannandola a ripetere solo l’ultima parola che le veniva rivolta o che udiva.Un giorno Eco incontrò il bellissimo Narciso e se ne innamorò follemente. Eco prese a seguirlo passo passo senza riuscir mai a proferire parola. La sua costante e silenziosa presenza infastidiva Narciso e per farle comprendere che essa non gli era gradita, compiva atti che indicassero la sua noia e impazienza. La povera Eco ne soffriva terribilmente; piangeva e lacrime di dolore le solcavano le guance. Ma Narciso non si commosse e impietoso le gridò di lasciarlo in pace. Poi furioso si allontanò a grandi passi e scomparve nell’ombra fitta degli alberi.Eco rimase sola e a lungo si disperò nel bosco, gemendo e ripetendo: «Narcisooo… Narcisooo…».Quando ebbe esaurite tutte le sue lacrime e finalmente comprese che mai più lo avrebbe rivisto, si nascose in una grotta e lì si consumò dalla passione: il suo corpo scomparve e di lei restò la voce a cui è concesso solo di ripetere le ultime parole che sente pronunciare.

DAFNE->Dopo aver ucciso il serpente Pitone, Apollo si sentì particolarmente fiero di sé, perciò si vantò della sua impresa con Cupido, dio dell’Amore, sorridendo del fatto che anche lui portasse arco e frecce, ed affermando che quelle non sembravano armi adatte a lui. Cupido indignato, decise allora di vendicarsi: colpì il dio con la freccia d’oro che faceva innamorare, e la ninfa, di cui sapeva che Apollo si sarebbe invaghito, con la freccia di piombo che faceva rifuggire l’amore, per dimostrare al dio di cosa fosse capace il suo arco. Apollo, non appena vide la ninfa chiamata Dafne, figlia del dio-fiume Peneo, se ne innamorò. Tuttavia, se già prima la fanciulla aveva rifiutato l’amore, dedicandosi piuttosto alla caccia come seguace di Diana, essendo stata colpita dalla freccia di piombo di Cupido, quando vide il dio, cominciò a fuggire. Apollo iniziò allora ad inseguirla, elencandole i suoi poteri per convincerla a fermarsi, ma la ninfa continuò a correre, finché, ormai quasi sfinita, non giunse presso il fiume Peneo, e chiese al padre di aiutarla facendo dissolvere la sua forma. Dafne si trasformò così in albero d’alloro prima che il dio riuscisse ad averla. Egli, tuttavia, decise di rendere questa pianta sempreverde e di considerarla a lui sacra: con questa avrebbe ornato la sua chioma, la cetra e la faretra; ed inoltre, d’alloro sarebbero stati incoronati in seguito i vincitori e i condottieri

ATENA->Dea della sapienza e delle arti. Detta anche "dea vergine".

TETI->madre di Achille

Allora, adesso che vi ho riassunto le storie di queste bellissime donne, vi parlo del libro.
Queste ninfee si scrivono tra di loro esprimendo il loro punto di vista, scrivono per sfogarsi, per ricevere dei consigli sull'amore coniugale,sull'amore tradito e sull'amore più grande di tutte: l'amore materno. Grazie a questi scambi di opinioni, queste dee si infondono forza e coraggio, diventando così uno scoglio dove aggrapparsi durante la tempesta.

Ho adorato l'idea della scrittrice di mostrarci un'altro punto di vista, di solito leggiamo sempre delle eroiche avventure dei giovani uomini ma mai quello di una moglie, di una madre o di una ragazza innamorata. Mi sono chiesta tantissime volte durante le letture dell'Eneide o dell'Odissea cosa provassero le donne nei vari racconti e, grazie a Chiara sono riuscita a rispondere alle mie domande.

Adesso ho una prospettiva di 360 gradi di tutti i miti a me cari...quella che ho amato più di tutte sono i racconti di "Amore e Psiche" e di "Dafne e Apollo" e, ad essere onesta, mi è tornata la voglia di rileggere un pò di Epica 😀  Grazie all'autrice riusciamo a capire che i miti non sono solo dei racconti "vecchi" ma, sono degli insegnamenti, perchè nonostante sia passato tanto tempo, i "classici" problemi persistono.

Altra cosa che ho amato è lo stile curato e allo stesso tempo semplice dell’autrice, la quale ha reso questo romanzo incredibilmente coinvolgente e appassionante. Grazie ai dettagli e,sopratutto all'uso di termini latini sono riuscita ad immergermi totalmente nella storia... Brava Chiara!

Consiglio questo libro a tutti! 
Lo consiglio in primis agli studenti poiché dà una visione completa dei vari miti,lo consiglio a coloro che amano l'epica e la mitologia, a coloro che vogliono leggere qualcosa di leggero e sopratutto a coloro che credono nell'amore!

VOTI:
COPERTINA:5/5
TRAMA:5/5
PERSONAGGI:5/5
SCRITTURA:5/5
Il 14 settembre è partita la campagna di crowdfunding con la casa editrice online Bookabook. Allo scoccare della 200esima copia prenotata il libro verrà pubblicato. Se siete interessati, potete prenotare la vostra copia qui e aiutare così Chiara a vedere il suo libro prendere forma.

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