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Recensione Favola di New York di Victor Lavalle

Buongiorno lettori,
eccomi qui con una nuova recensione.
Questa volta vi parlo di un uscita "meno recente" della Fazi Editore.






Favola di New York 
di Victor LaValle
Editore: Fazi Editore
Pagine: 512
Prezzo: 20,00











TRAMA:
Il piccolo Apollo, figlio della New York di oggi, cresce con la madre, giovane single di origini ugandesi. Il padre, che è sparito nel nulla, gli ha lasciato solo una scatola di libri e uno strano incubo ricorrente. Da grande, Apollo diventa un commerciante di libri antichi e si innamora della bibliotecaria Emma, insieme alla quale ha presto un figlio. Ma il nuovo arrivato incrina l'idillio della coppia: lui rivive l'abbandono del padre e, alle prese con i propri fantasmi, fatica a comprendere che in lei qualcosa è cambiato. Emma si comporta in modo strano, è sempre più distante e insofferente fino a quando, un giorno, compie un gesto indicibile. Quanto possono essere oscuri i segreti delle persone che più amiamo? Inizia così l'avventura di Apollo alla ricerca della verità su quell'atto terribile: un viaggio che lo porterà su un'isola misteriosa nel cuore della metropoli dove accadono cose al di là di ogni immaginazione e dove la vita quotidiana in una modernissima New York si sospende per lasciare spazio al mito e alla leggenda.


RECENSIONE:
Ambientato a New York,racconta la storia di Apollo Kagwa, un commerciante di libri che fin da piccolo ha avuto dei terribili e strani incubi sul padre.
Il libro si può dividere in due parti: la prima parte è radicata nella realtà, dando il tempo necessario al lettore di sentirsi a proprio agio e di conoscere per bene la storia dei nostri protagonisti. La seconda parte ci catapulta in una realtà moderna magica, dominata da troll,incantesimi,isole segrete e cimiteri infestati.
Apollo,nonostante un passato senza un padre, riesce a trovare la felicità con Emma, una Libraia. Insieme, avranno un figlio, Brian (in onore del padre di Apollo) e, vivranno felici e contenti...
NO! 
La storia non finisce con una famigliola felice....è da adesso che iniziano i veri e propri problemi.
Emma cade in depressione post-partum, non riconosce più il suo bambino, dice che non è suo, che è un mostro....Apollo non riesce a credere a ciò che dice. Come fa la donna che ama e che ha messo al mondo Brian rinnegare sangue del suo sangue?
Non finisce qui...Emma inizia a ricevere dei strani messaggi ma,quando li vuole mostrare ad Apollo, spariscono nel nulla....Cosa sta accadendo? è frutto della sua immaginazione?
Secondo suo marito si, per questo la porta in terapia....
Ben presto le cose prenderanno una piega terrificante, spaventosa, disgustosa, innaturale...
Nonostante la prima frase affermi che "questa [è una] fiaba", l'ambientazione è più lontana da una fiaba che il lettore può ottenere. Anche se LaValle racconta la storia con una leggerezza e fluidità spesso associate alle migliori fiabe (moderne o meno), c'è in realtà qualcosa di molto più oscuro in questa storia. Si trova lì, proprio sotto la pelle della storia, in attesa di venire alla ribalta. E LaValle è assolutamente magistrale nel disegnare quell'oscurità un po 'alla volta, creando un senso di orrore strisciante che si sviluppa in tutto il romanzo, creando tensione e spingendo avanti la storia anche quando le scene sono più tranquille e più introspettive.
LaValle è un genio ha raccontato in chiave moderna/favola temi attuali e molto delicati quali:
-la depressione post partum
-il problema dei padri moderni
Siete i padri moderni, quelli che devono registrare e documentare qualsiasi momento della vita dei figli. Fate il video del bimbo che dorme e lo schiaffate su internet prima che si svegli. Vi credete padri amorevoli, volete essere miglior dell’uomo che vi ha cresciuti, o che non c’è mai stato. E invece lasciami dire cosa vedo in voi: vedo la vostra povertà, il vostro bisogno di applausi, come se il like di uno sconosciuto potesse compensare la mancanza di amor che avete sofferto.
-come può un social diventare il tuo peggior nemico
-la perdita di privacy nel ventunesimo secolo
-la paura che sentono molti neogenitori
-il valore psicologico delle favole

La tensione in questo romanzo si insinua e si costruisce lentamente, viene mascherato da un guscio che induce il lettore che il libro sia "leggero" e,quando l'orrore raggiunge un crescendo, Lavalle rivela non solo le sue abilità come scrittore, ma anche alcune verità scomode.

Un libro a dir poco straordinario, che sento di consigliare a tutti. Non riuscirete a staccarvi dalle pagine. Non vi annoierete mai perchè sarà la curiosità e la bellezza del racconto a farvi rimanere incollati al libro.


VOTI:
SCRITTURA:5/5
TRAMA:4.5/5
COPERTINA:5/5
PERSONAGGI:4.75/5


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