Buongiorno lettori.
Oggi recensione a cura di Tiziana.
Autore: Ali Smith
Anno: 2018
Genere: Narrativa
Pagine: 226
Editore: Sur
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AUTORE:
Ali Smith (Inverness, 1962) è autrice di cinque raccolte di racconti e sei romanzi, fra cui Hotel World e Voci fuori campo, usciti rispettivamente per Minimum Fax e Feltrinelli, ma di prossima ripubblicazione presso BIG SUR.
Due volte finalista al Booker Prize, è una delle voci più originali e influenti della letteratura britannica contemporanea. Inverno è già uscito nei paesi anglosassoni, ora lei è occupata con
la Primavera.
TRAMA:
Elisabeth, ricercatrice trentenne presso l'università di Londra, torna nella cittadina di provincia dove abita la madre per stare accanto a un vecchio vicino di casa, Daniel, centouno anni, che trascorre in uno stato di sonno profondo quelli che sono forse i suoi ultimi giorni di vita; malgrado la differenza di età i due sono stati a lungo legati da un'amicizia strettissima, che si è bruscamente interrotta anni prima e di cui Elisabeth, al capezzale di Daniel, cerca di riannodare i fili. Fuori da quella stanza c'è poi un paese traumatizzato dal voto sulla Brexit, percorso dalla paura e dall'intolleranza; ma anche una donna di mezza età, la madre di Elisabeth, che grazie a una comparsata in un reality show trova l'amore dove non avrebbe mai immaginato di cercarlo. Primo romanzo di una tetralogia ispirata alle quattro stagioni, Autunno è costruito come un caleidoscopio di aneddoti, visioni, ricordi che ci fanno entrare in maniera sempre più intensa nella vita dei suoi personaggi. Lucidissimo nel ritrarre una società in crisi, e al tempo stesso carico di compassione e di speranza, è una meditazione sull'incontro con il diverso e sul potere trasformativo della creatività umana; un romanzo dalla voce ricca di echi letterari ma anche capace di parlare in maniera diretta alla nostra inquieta contemporaneità.
RECENSIONE:
“Bisogna sempre leggere qualcosa, disse lui. Anche quando non stiamo fisicamente leggendo. Altrimenti come facciamo a leggere il mondo? Pensala come una costante. Una costante cosa?, disse Elisabeth. - Una costanza costante, disse Daniel” Autunno, primo romanzo di una tetralogia ispirata alle quattro stagioni, è stato definito «il primo romanzo post-Brexit», anche se il suo concepimento risale a venti anni fa quando Smith, che è stata nominata la migliore scrittrice inglese vivente, aveva avuto l’idea di scrivere un ciclo di libri sulle stagioni. Il risultato inatteso del referendum per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea è stata la miccia: Ali Smith si è messa a scrivere furiosamente, seguendo in diretta gli avvenimenti e facendo di Autunno un libro sperimentale e anche uno specchio della realtà.
Sono qui che scrivo questa recensione, ma, sinceramente, non so ancora come esprimermi in merito: è un romanzo “difficile” da comprendere, spiegare e far sedimentare.
All’inizio del libro, mentre si scorrono le prime pagine, non si capisce cosa si stia leggendo, quale sia l’argomento e chi siano i protagonisti; poi, piano piano, la nebbia si dirada e si riesce ad intravedere la trama. Ma è una trama contorta, fatta di flashback, di prosa mista a poesia e di continui giochi di parole e rimandi: da un lato c’è una società britannica contemporanea allo sbando dopo la novità dell’uscita dall’Unione europea; dall’altra c’è la storia della profonda amicizia tra Elisabeth e Daniel e la loro passione in comune per l’arte, la letteratura ed i viaggi. Non è di certo un libro di facile impatto: l’ho trovato spiazzante. L’Autunno, a cui si riferisce il titolo, è l’autunno della vita – quella di Daniel – e l’autunno della società contemporanea in genere che, ormai, non riesce più ad avere speranze ed a vedere un futuro roseo: una storia autunnale e nostalgica.
Per concludere, se mi si chiede se questo romanzo mi sia piaciuto o meno, ecco, non so cosa rispondere. Di certo non è un romanzo qualunque. In ogni caso, lo consiglio anche solo per la sua originalità ed il suo essere diverso da tutti gli altri libri mai letti.
“Ottobre è un batter d’occhio. Le mele che appesantivano l’albero solo un istante fa già non ci sono più e le foglie degli alberi sono gialle e sempre più rade. Una gelata ha illuminato di colpo tutti gli alberi. Quelli che non sono sempreverdi sono allo stesso tempo bellissimi e pacchiani, rosse arancio e oro le foglie, poi marroni, poi giù per terra”.

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