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Blog Tour Iceman di Lady D



Buongiorno lettori e ben tornati sul mio blog.
Oggi vi presento la prima tappa del Blog tour dedicato a questo bellissimo libro.

Risultati immagini per iceman lady d

TITOLO: Iceman
AUTORE: LadyD
SERIE: Recing Hearts Trilogy
EDITORE: Self Publishing
GENERE: Sport Erotic Romance
PREZZO: 2,99 €
DATA DI USCITA: 7 Settembre 2018
FACEBOOK:https://www.facebook.com/LadyFerrari27/?hc_location=group


SINOSSI:
Nina Williams è una bella e giovane, pilota di auto da corsa.
La sua brillante carriera viene stroncata da un incidente dove rischia la vita, ciò le fa maturare la sofferta decisione di abbandonare il mondo delle corse per dedicarsi a qualcosa che la leghi ai motori con meno pericolo. Con la sua esperienza nella meccanica, la giovane intraprende la strada di collaudatrice, divenendo ricercatissima e contesa dalle case automobilistiche più prestigiose del mondo. Durante una normale giornata di lavoro, Nina, si imbatte nel tenebroso e affascinate ex pilota di rally, Matias Quinn, soprannominato Iceman, da chi lo conosce per via del suo carattere freddo e dei suoi occhi di ghiaccio. Lui viene colpito dalla surreale bellezza della ragazza e si mette subito sulle sue tracce con il solo scopo di portarsela a letto. I due scopriranno di avere molto in comune, ma Nina non è una donna come tutte le altre...
Cosa succede se una persona che ha paura di amare ancora, ne incontra una che non ha paura di dare tutto l’amore di cui è capace? E se a tutto ciò, come se non bastasse, si aggiungesse anche il passato che viene a bussare nuovamente alla porta?


Se ancora non siete convinti vi lascio qui sotto il Booktrailer e Il primo capitolo!

PRIMO CAPITOLO:

Nina

Circuito automobilistico di Long Beach, 16 maggio 2016.

Un’altra giornata di lavoro si è appena conclusa.
Rientrata ai box non ho avuto nemmeno il tempo di sfilare i guanti che i
meccanici, che mi hanno seguito per tutta la giornata, iniziano subito a
tempestarmi di domande sulla super sportiva che ho avuto il piacere di guidare.
Mi presto volentieri all’intervista, le auto veloci sono il mio argomento preferito in
assoluto.
Sono un'ex pilota della Nascar, ex perché a causa di un brutto incidente che mi è
quasi costato la vita, ho deciso di mollare.
Sono diventata una collaudatrice e da un paio di anni lavoro per molti marchi
prestigiosi. Non avevo proprio voglia di appendere il casco al chiodo, così mi sono
tuffata in questo nuovo mondo, un mondo meno pericoloso e impegnativo.
Fare questo mestiere appaga in minima parte il mio essere pilota, sicuramente
non mi provoca le stesse emozioni di quando correvo, ma non mi posso lamentare.
In fondo, anche se tutto è fin troppo scontato e monotono, continuo a fare ciò che
amo di più, ossia guidare auto veloci.
Le aziende con cui collaboro organizzano durante il mese degli incontri in pista
con dei potenziali acquirenti provenienti da tutto il globo. Il mio compito è mettermi
alla guida della macchina assegnatami e fare dei giri veloci, tutto questo per
invogliare il compratore all'acquisto.
Adoro queste giornate, riescono a farmi assaporare l’adrenalina della velocità e il
brivido del pericolo di un tempo. È come se il mondo smettesse di esistere per
qualche ora. Il mio cervello è collegato solo al piede destro, le mie orecchie ai giri
del motore e la mia vista all’asfalto su cui sfreccio a più di trecento chilometri orari
con le ruote dell’auto.
Che Dio benedica chi ha inventato tutto questo.
«Oddio», esclama il mio manager, «ma hai visto i volti scioccati di tutti quando
hai sfilato il casco?» ridacchia.
«Sì, ormai mi sono abituata, James», rido.
È sempre la stessa storia. Nel momento in cui si rendono conto che al volante del
bolide appena visto sfrecciare in pista c’ero io, rimangono di sasso. Il motorsport è

sempre stato un mondo altamente sessista. Si dice “donna al volante pericolo
costante”, ma evidentemente chi ha inventato questo detto non ha mai incontrato
alla guida una come me.
«Come procede la vendita?». Gli chiedo curiosa.
«Non saprei. Vai a dare un’occhiata fuori, se sono ancora accalcati davanti alla
macchina sta andando tutto bene.»
Mi sfilo la tuta dalle maniche per permettere all’aria di entrare, fa un caldo
bestiale per essere giugno. Mi annodo le maniche in vita e recuperata una lattina di
Red Bull, vado ad affacciarmi per vedere come procede.
A quanto pare va tutto alla grande: l’ingegnere è occupato a spiegare ogni
dettaglio e comfort di quella meraviglia a quattro ruote ed è accerchiato da una
piccola folla di persone.
Due giovani ragazzi biondi attirano la mia attenzione, leggermente in disparte
conversano tra di loro scherzosamente. Si assomigliano al punto da sembrare
fratelli e quello più alto mi colpisce particolarmente con la sua aria da cattivo
ragazzo. Proprio lui inizia a fissarmi con insistenza, squadrando maliziosamente
ogni centimetro del mio corpo con i suoi occhi di ghiaccio.
Eccoci occhi negli occhi e di colpo mi si mozza il fiato.
Giuro di non aver mai visto uno sguardo tanto potente in vita mia, per non parlare
di tanta bellezza. È come se davanti ai miei occhi si fosse appena materializzato il
tanto sognato principe azzurro descritto nelle fiabe che mi leggeva mia mamma da
bambina. Non ho alcun dubbio, se questo non è un sogno, quello laggiù deve
essere proprio lui!
«Nina». La voce di James mi richiama all’ordine, ma fingo di non averlo sentito
perché staccare gli occhi da quella visione è impossibile. «NINA!».
Che scocciatura!
«Che c’è James?» rispondo, lasciando perdere occhi di ghiaccio e prestandogli
tutta la mia attenzione.
«Un certo Vincent Quinn, vorrebbe scambiare due chiacchiere con te. Ti sta
aspettando in direzione», annuncia.
«Spero si tratti di chiacchiere costruttive», borbotto.
Ne ho davvero le scatole piene di farfalloni in vena di lusinghe o inviti a cena.
Ormai avere a che fare con persone che hanno voglia di parlarmi di lavoro sta
diventando una rarità.
«Lo spero anch’io, in caso contrario sai come comportarti», ride.
«Non potrò essere tollerante per sempre, James», sbuffo contrariata. «Sono un
pilota, non una Escort.».
Riporto per un attimo lo sguardo fuori, ma occhi di ghiaccio non è più lì. Inizio a
cercarlo a destra e sinistra, ma niente, sembra essersi dissolto nell’aria. Che sfiga!
«Niente cazzate, Nina», quello di James è un ordine.
Fine della discussione!

Faccio un respiro profondo e incrocio le braccia al petto, prima di voltarmi
nuovamente a guardarlo. «Come vuoi tu, James».
Scuote la testa ridendosela sotto i baffi, mentre lo smarco e parto spedita verso
la direzione. Non sono affatto d’accordo con lui. Non si possono tollerare simili
comportamenti in eterno, è frustrante. Certe volte vorrei strozzarlo!
Arrivo in direzione con un diavolo per capello, varco la soglia e con sorpresa mi
ritrovo davanti non a uno, ma a ben tre uomini in giacca e cravatta che mi
attendono seduti dietro una scrivania, sorseggiando caffè: «Venga avanti signorina
Williams», mi invita il più anziano dei tre. Mentre mi avvicino, tutti si alzano in piedi
per porgermi la mano e presentarsi. Scopro così che ad aver parlato è stato
proprio Vincent Quinn, mentre gli altri due sono i suoi assistenti: Paul Smith e
Lewis Green.
«Si accomodi. Desidera qualcosa da bere?».
«Sono a posto così e la prego diamoci del tu, Vincent», dico sfoggiando uno dei
miei sorrisi di cortesia.
«Ottimo», sorride a sua volta. «Mi sono permesso di chiedere di te in giro. Dopo
averti visto sfrecciare sulla pista, non ne ho potuto fare a meno. Devo dire che le
tue referenze sono superlative e mi hanno anche detto che oltre a essere un pilota
professionista, sei anche un’ottima collaudatrice. È vero?».
Bene, bene, bene, è di lavoro che si parla!
«Sì, è vero, dopo la Nascar mi sono data un bel po’ da fare», rispondo.
«A proposito di Nascar», esclama, «so che hai sfiorato il titolo nell’anno di
esordio e so anche che hai smesso di correre quello successivo dopo un brutto
incidente».
La sua ultima frase mi fa rabbrividire. Credo che il mio volto si sia appena
incupito, la parola incidente è sempre un colpo al cuore.
«È così», mi limito a rispondere cupa.
«Perdonami, non volevo rievocare brutti ricordi», si affretta a dirmi con tono
pentito.
Mi sforzo di sorridergli. «Non preoccuparti».
«Okay, tornando a noi, sono qui per offrirti un contratto con la Dodge come
collaudatrice della nostra nuova Viper, che sarà presentata a ottobre. Se ti va,
possiamo discutere dei dettagli lunedì nel mio ufficio e dopo volendo si potrebbe
anche visitare la fabbrica. Che ne pensi?».
Faccio finta di pensarci un attimo, ma in realtà ho già deciso.
«Penso che sia un’ottima idea», dico entusiasta.
«Bene. Paul, segna subito sulla mia agenda l’appuntamento». L’assistente
esegue l’ordine senza batter ciglio. «Posso programmarlo per le nove?». Mi
chiede. Annuisco e lui prende subito nota.
Matias

Ristorante Parkers' Lighthouse, Long Beach

Quella di seguire mio cugino Daniel in autodromo stamane è stata un’idea
brillante, le donne al volante mi eccitano da sempre, poi se quella in questione è
una bomba, ancora di più. Ho perso il conto di tutti i viaggi mentali che mi sono
fatto durante il tragitto in macchina fino al ristorante.
Dio, la scoperei come se non ci fosse un domani!
«Matias, ma quando inizi a mangiare? Si fredda tutto!». La voce di mio cugino mi
riporta al mio salmone alla griglia.
«Daniel, dimmi una cosa, per caso conosci il pilota che stava guidando quella
Ferrari?». Gli chiedo con finto interesse.
«Si chiama Nina Williams, è una ex pilota di Nascar», spiega. «Strano che tu non
abbia mai sentito parlare di lei, correva nel team della tua ex».
Ex? Per poco mi va di traverso un pezzo di salmone.
«Correva per Katie?» Questa sì che è bella!
«Sì, ma voi avevate già chiuso. Ha lasciato in seguito a un incidente, ora fa la
collaudatrice per varie aziende. So che abita a Santa Monica e passa il suo tempo
libero nell’officina del suo manager storico. Tutto qui».
«Tutto qui?», chiedo sbigottito. «Come diavolo fai a sapere tutte queste cose su
di lei?».
«Che domande, sono innamorato di lei», ridacchia. «Scherzi a parte, sono solo
un suo fan».
«Quindi se me la porto a letto...», lascio la frase in sospeso per assicurarmi che
stia dicendo la verità. Non voglio finire con una tipa a cui è interessato mio cugino.
Mai e poi mai!
«Ehi, frena il tuo istinto da scopatore. Quella non è tipa a cui puoi avvicinarti con i
pantaloni abbassati come fai solitamente con tutte». Sembra molto convinto di
quello che dice.
«Devo correggerti cugino, io non mi avvicino a nessuna con i pantaloni
abbassati. Sono loro che me li strappano di dosso», faccio davvero fatica a
trattenere una risata.
«Quella al massimo ti tira due calci in culo e un paio di sberle» ribatte, sempre
più convinto delle sue parole.
«Ma come fai a dirlo con tanta convinzione? Ci hai mai parlato?» Devo indagare
a fondo. La cosa non mi convince, parla di lei come se la conoscesse meglio delle
sue tasche.
Scuote la testa «No, ma ne ho sentito parlare però».
«È sempre tutto da vedere, la gente spara spesso cazzate gigantesche»,
commento con superficialità.
«Cosa vuoi che ti dica, buona fortuna!».
Pilota. Bella da paura. Santa Monica. Officina.

Credo che oggi la mia macchina avrà parecchi problemi e sicuramente andrò a
fare un salto dal meccanico.
«Dimmi, che cosa sta elaborando la tua mente malata?».
«Devo portare la Maserati dal meccanico», rispondo.
«Vuoi che ti accompagni?».
Devo sopprimere una risata.
In realtà la mia Maserati non ha nessun problema, ma anche se fosse, possibile
che sia così ingenuo? Non ho mai portato la mia auto da un meccanico, sono
abbastanza competente da smontarla e rimontarla pezzo per pezzo da solo.
«No, ci metto poco. Ci vediamo a casa».


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