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Recensione i fuochi di Valencia di Elena Covani

Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di un fantasy ambientato a Valencia. 
Un fantasy di una scrittrice emergente che merita di essere letto.





Editore: NPS Edizioni 
Prezzo cartaceo: € 11,90
Pagine: 192
Genere: urban fantasy














TRAMA:
Valencia, giorni di Las Fallas, la grande festa di primavera che anima le strade della città. Occasione ideale per gli Erjes per attaccare e contaminare numerosi umani, rendendoli loro schiavi. Le Sentinelle si apprestano a difendere la città, ma il Soldato José si interroga sul fine ultimo delle loro azioni: quella guerra tra le loro razze avrà mai termine?
Quando si imbatte in Maria, una ragazza contaminata ma in grado di resistere al virus dei demoni, i suoi dubbi aumentano e farà di tutto per proteggerla: dagli Erjes, che vogliono studiarla, dal Concilio, che vuole sopprimerla. Una guerra per l’evoluzione, combattuta per le strade di Valencia. 

RECENSIONE:
Ci troviamo a Valencia, precisamente durante le feste del "Las Fallas", cinque giorni in cui le strade si popolano di turisti, colori e musica.
Per la città è un evento molto importante, ma per Josè e le Sentinelle, sono solo giorni in cui darsi maggiormente da fare per salvare le vite degli umani dalle Erjes.
Cosa sono gli Erjes?
Sono dei demoni che con un morso possono infettare gli umani di un virus che li priva della loro umanità.
Chi sono le Sentinelle?

  • Sono degli umani di giorno e assassini dotati di abilità straordinarie di notte. Il compito delle Sentinelle è quello di uccidere i demoni e gli infetti.
Un giorno, però, durante una ronda, Josè si trova davanti un infetta che non lo attacca, lo supplica di ucciderla...è un comportamento strano, diverso, per questo Josè capisce che lei è speciale.
Si chiama Maria e nonostante le iride completamente nere (aspetto rilevante degli Erjes), non ha reagito al virus come gli altri essere umani, non è aggressiva, non combatte, è solo spaventata e mostra la sua umanità.

                 "quegli occhi neri...su di lei sono qualcosa di profondamente sbagliato.
                  Non mi attacca,non cerca di uccidermi, a malapena reagisce. Adesso 
                  piange anche! Perchè lei è cosi diversa?"

Gli umani infettati, dopo il periodo di incubazione e di manifestazione del virus, sono docili e manipolabili, accettano la loro condizione come una rivelazione,non come una catastrofe. Nessun umano contagiato si sarebbe rifiutato di mordere qualcuno e men che mai si sarebbe messo a piangere aspettando di essere ucciso.
Josè agisce d'istinto e la porta dall'unica persona di cui si fida: Baptista. 
Baptista era un caballero,poi un professore di Tecno-Biochimica al Palazzo del Concilio e,ora, è uno zio per Josè, nonchè l'unica persona che può vedere Maria per quella che è: una vittima in grado di reagire al virus dei Erjes.

Da questo momento in poi inizia una serie di scontri,lotte,tradimenti per contendere/ salvare Maria.

Devo ammettere che questo libro mi ha stupita. L'ho finito nel giro di poche ore. Ho amato il worldbuilding, la scrittura limpida, scorrevole e pulita di Elena, ho amato il rapporto tra Baptista e Josè ma, sopratutto quello tra Maria e Josè.

"in poco più di 24 ore, era stato stregato da quella ragazza così 
normale ma,nello stesso tempo,speciale come nessun altro.
L'avrebbe protetta sempre e non avrebbe permesso a nessuno 
di farle del male"

Consigliato agli amanti del fantasy, di Valencia e delle storie che catturano il lettore. Di quelle storie dove c'è un amore contro natura, un amore forte e inspiegabilmente radicata.


VOTI:
COPERTINA:4.5/5
TRAMA:5/5
PERSONAGGI:4/5
SCRITTURA:5/5

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