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Segnalazione "E alla fine c'è la vita" di Davide Rossi

Buongiorno lettori.
Oggi, vi parlo di un libro che, secondo me, vi può piacere.

 

Titolo: E alla fine c’è la vita
Autore: Davide Rossi
Collana: Uno, due, tre… ciack!
Genere: Sceneggiatura
ISBN: 978-88-94921-10-6
Prezzo: € 9,00
Formato: cartaceo


AUTORE:
Davide Rossi è nato il 18/01/1985 ed è cresciuto in un piccolo paese della provincia di Pavia, Sant’Angelo Lomellina. Nonostante gli studi di natura prettamente scientifica, continua a coltivare due grandi passioni che lo accompagnano fin dalla tenera età: il cinema e la scrittura.
La stesura di varie sceneggiature rappresenta dunque un’evoluzione naturale e una di queste, scritta a sei mani, risulta nel film “Benvenuti a casa Verdi” del 2013 (Muccapazza film).
Parrallelamente all’esperienza cinematografica inizia una fase di sperimentazione che l’ha portato a partecipare a diversi concorsi letterari con racconti brevi, poesie e saggi.
"E alla fine c'è la vita" nasce in seguito, e dall’unione, di tutti questi percorsi.

TRAMA:
Marco si sveglia dopo l'ennesima notte di eccessi. Marianna vomita in un bagno dell'università. Mario si ritrova bloccato in un letto di ospedale. Marika finisce a letto con un professore.
Tante vite che si bruciano, annientandosi con tutto ciò che è legale ed illegale, alla ricerca disperata di un'altra boccata di ossigeno.
- Quale futuro mi riserva la vita?- pensa senza mai dirlo Marco. Osserva Marika, invece della lezione, fantastica su di lei, se ne innamora. Si innamora dell'idea di vita con lei. La insegue durante una delle mille feste, salvo perderla per sempre.
Marianna vive la propria vita senza limiti. Si concede ai ragazzi. Ama le griffe, l'estetica, l'apparenza le illude la vita. La realtà le serve il conto facendole scoprire che aspetta un bambino. È innamorata di Marco, ma la loro relazione è finita lasciando dei conti in sospeso fra i due. Ora aspetta un bambino, e pensa sia suo.
Mario frequenta l'ateneo da pendolare. Ha un'esistenza quieta e fatta di pochi fronzoli. Ha litigato con Marco perché ha frequentato Marianna. Ora, dopo un malore, la malattia e l'ospedale capisce che la vita è molto di più che tenersi a galla. Marika è una ragazza spagnola, arrivata a Pavia grazie ad uno dei tanti progetti Erasmus. Lavora e studia. Una routine che non le lascia grande spazio per una vita sociale amplia. La rottura con Jorge la spinge ad intraprendere un viaggio nei party bagnati dall'alcol e animati dalle droghe. Finirà in coma dopo un incidente stradale. Si riprenderà qualche giorno dopo, desiderosa di cancellare quella parentesi frenetica dai suoi ricordi.
Un caleidoscopio su tante giovani vite, intrappolate dall'ansia di vivere la vita al massimo. Il raggiungimento dell'abisso li spingerà a riemergere, obbligandoli a prendere decisioni drastiche.

INCIPIT:
Inverno 2009
Forse è la solita storia, o forse lo è solo per alcuni, si è giustificata qualche anno dopo, perché in fondo lei sapeva che la vita è strana e comunque lei era al secondo anno di università, stava facendo l’Erasmus alla facoltà di Farmacia dell’Università di Pavia, un venerdì di gennaio ed era fuori a tal punto che era finita a letto con un professore, un certo Tacchi o Facchi (?): lo avevano fatto in una stanza della cascina, dove poco prima la squadra di canottaggio si era sbronzata di brutto per festeggiare. Lei, in realtà, stava dietro a un altro, Marco, un
ragazzo di Farmacia un po’ tossico un po’ stronzo, ma carino e affascinante. Era un fuori corso, a cui piaceva sballarsi insieme ad altri due, Alberto e Oliviero, credo si chiamassero, o forse Alfonso, due di architettura. Marco quella sera era ben vestito, le parlava con sicurezza, la guardava stordito dall'alcol e dalla droga, il suo tono era suadente, sicuro. Mentre snocciolava una serie di aneddoti e nomi, Marika si accorse dello sguardo indagatore di Rosanna, una bella ragazza del
quinto anno, che li fissava, forse gelosa, forse solo curiosa. - Vado in bagno - disse Marika defilandosi dal ragazzo. Mentre si allontanava pensava a Marco e a Jorge. Quanto desiderava vedere Jorge, aveva bisogno di una riga.


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