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Recensione Nemici di Isaac Bashevic Siger

Buon pomeriggio lettori e buon fine settimana.
Oggi, Tiziana, ci parla di Nemici scritto da Isaac Bashevic Siger.


Risultati immagini per nemici di Isaac Bashevis Singer
Titolo: NEMICI
Autore: ISAAC BASHEVIS SINGER
Anno: 1966
Genere: Narrativa
Pagine: 252
Editore: Adelphi





TRAMA
Ambientato a New York nel 1949, il romanzo racconta la storia di Herman Broder, un ebreo polacco sopravvissuto allo sterminio nei campi nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale ma avendo perduto la moglie e i due piccoli figli; egli è rimasto nascosto in un fienile protetto da Yadwiga, una contadina polacca. Finita la guerra, Herman si trasferisce negli USA con la sua protettrice, diventata negli Stati Uniti sua moglie. Qui, dove i profughi sono ancora ossessionati dai ricordi, l'uomo inizia una vita complicata e ossessiva: la moglie vive come un'autoreclusa, e lui ha una relazione amorosa con un'altra giovane donna sopravvissuta anch'essa ai massacri tedeschi, Masha, a sua volta sposata, ma separata. Con la moglie egli finge di essere un commesso viaggiatore che vende libri, mentre in realtà lavora come scrittore ombra per un rabbino corrotto. A un certo punto appare una terza donna, Tamara, la prima moglie creduta uccisa durante l'Olocausto. Herman è disperato. Si scopre che anche con lei non era stato fedele e che l'indecisione ha sempre fatto parte del suo carattere. Nemici in sé e di sé, incapaci di ricomporsi nella serenità, i personaggi di questa storia di amori soccombono, uno a uno, all'insostenibile peso dei ricordi di un passato sempre presente, mai trapassato.
RECENSIONE
“Lui intanto rifletteva su come fosse fantastico essere in America, in un paese libero, senza la paura dei nazisti, della polizia segreta russa, delle guardie di confine, degli informatori. Non aveva nemmeno portato con sé la carta di identità. Negli Stati Uniti non chiedevano i documenti a nessuno. Però non riusciva a dimenticare che in una strada tra Mermaid e Neptune Avenue Jadwiga lo stava aspettando (…) Quelle donne avevano diritti legittimi su di lui, non se ne sarebbe mai liberato”.
Che libro straordinario!
L’ho amato dall’inizio alla fine!
Per i continui rimandi alla cultura ebraica – mi ha fatto scoprire questo mondo affascinante, con le sue tradizioni, la vita quotidiana, le festività, i riti, il cibo; per le citazioni colte di filosofi e storici; per la visione che offre sull’Olocausto e quello che ha significato per i sopravvissuti – e la loro “vergogna”, di non saper continuare a vivere, nei confronti di tutti gli ebrei morti; per il suo ritmo incalzante e lo stile sempre di alto livello.   
Singer ha saputo narrare magistralmente l’incapacità, del protagonista Herman Broder, o la difficoltà, degli altri personaggi, ad andare avanti - a volte alla deriva - nonostante il tragico passato che non si dimentica e che costantemente ritorna, in una New York sconosciuta, con il tormento ed il rimorso di avercela fatta.
“Durante la guerra e negli anni successivi, Herman ebbe tempo a sufficienza per rammaricarsi del proprio comportamento nei confronti della famiglia. Però fondamentalmente rimase quello di sempre: non aveva fiducia in se stesso o nel genere umano; era un edonista fatalista che viveva in uno stato di cupezza suicidale. Le religioni mentivano. La filosofia era un fallimento già in partenza. Le futili promesse di progresso non erano nulla di più di uno sputo in faccia a generazioni di martiri. Se il tempo è solo una forma di percezione, o una categoria della ragione, il passato è presente quanto l’oggi: Caino continua a uccidere Abele. Nabucodonosor continua a cavare gli occhi di Sedecia e a massacrare i propri figli. Il pogrom di Kisinev non finisce mai. Gli ebrei vengono bruciati ad Auschwitz per l’eternità. A coloro che non hanno il coraggio di mettere fine alla propria esistenza non resta che un’unica via d’uscita: ottundere la coscienza, soffocare la memoria, distruggere le ultime vestigia di speranza”.   
Ma questo romanzo è anche e soprattutto il racconto di “Una storia d’amore”, ma anche di adulteri e molti sotterfugi: tre donne diverse per un unico uomo, vite che si intersecano tra loro in modi inaspettati, menzogne che feriscono, tra la passione e la semplice gratitudine.
“Herman tentò di inviare messaggi telepatici a Jadwiga, Masha, e Tamara. Le confortò tutte e tre, augurò loro buon anno, promise amore e devozione”.
Purtroppo, o per fortuna, il finale risulterà drammatico (attenzione spoiler!): “Tamara era convinta che Herman si fosse tolto la vita oppure si nascondesse chissà dove, in una versione americana del suo fienile polacco”.
NOTIZIE SULL’AUTORE
Isaac Bashevis Singer, in yiddish  Yitskhok Bashevis Zinger, spesso indicato semplicemente come Isaac B. Singer (Leoncin21 novembre 1902 – Miami24 luglio 1991), è stato uno scrittore polacconaturalizzato statunitense, autore di lingua yiddish; fu insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1978.
Singer ha pubblicato 18 romanzi, 14 libri per bambini, numerosi saggi, articoli e recensioni, ma negli Stati Uniti è noto soprattutto come scrittore di racconti brevi.
Come scrittore, Singer considerava il proprio ruolo marginalmente influente: "Gli scrittori possono stimolare la mente, ma non possono dirigerla. Il tempo cambia le cose, Dio cambia le cose, i dittatori cambiano le cose, ma gli scrittori non possono cambiare nulla".








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